Cuore
"Tu che di gel sei cinta, da tanta fiamma vinta" Turandot (G. Puccini)
In apparenza insensibile, fredda e forte. In verità una guerriera con troppo da difendere. Il suo cuore, impavido agli occhi degli altri, è invece fragile come un cristallo: cerca solo la sopravvivenza dal dolore che potrebbe ancora una volta intaccarlo, ma mai distruggerlo. Perché il cuore resta tale, si modifica cambiando il colore: da rosa diventa rosso, da rosso infine nero, ma finché c'è vita non muore. Frastagliato, graffiato, offuscato all'esterno. Pulsante, vitale, sognante all'interno. Non perde speranza, non smette di battere, aspetta solo di essere protetto da mani esterne, che non lo manipolino più senza averne cura. Il cuore va saputo trattare, non è roba per tutti.
"Prima di questa aurora, io chiudo stanca gli occhi... Per non, per non vederlo più..."
Liù G. Puccini
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