Raggi fra le nuvole

Brividi percuotono la mia fremente anima, costellata di desideri. Sento che devo raggiungere un qualcosa, non so decifrare precisamente cosa. Sono avvolta da irrequietezza, incompletezza, manca una base nella quale possa identificarmi e dove sentirmi finalmente "io". Come il cielo illuminato da lampi, così immedesimo la mia mente, in tormentoso tumulto. L'irrequietezza degli artisti che la notte si perdono dietro agli aquiloni e palloncini trainati dal vento, nel buio si mal distinguono i colori ed i loro percorsi. Aleggiano in aria, sospinti da sospiri. Vanno ancora in alto, fino a disperdersi nel niente. Niente apparente. In realtà raggiungono nuovi mondi, quelli che esistono dietro agli arcobaleni, visibili solo quando cessa la pioggia e insieme a lei torna il sole a fare capolino fra le nuvole. Con i suoi raggi abbaglianti, invitano a distogliere lo sguardo che invece deve rimanere fermo e costante. La luce deve attraversarlo e soffermarsi dentro. Per vedere la realtà è necessario osservarla, senza filtri o occhiali da sole, bisogna avere occhi nudi. Mantenendo lo sguardo puro, puntato verso la chiarezza della luce che si affaccia fra le nubi.

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