Capitolo 66
Nuova esperienza: leggere un capitolo del libro "Centuria" di Giorgio Manganelli, per una trasmissione radiofonica che andrà in onda il 16 dicembre. I brani da scegliere erano molteplici, 100 capitoli, ognuno di essi contenente un breve racconto differente. Io ho scelto il capitolo 66, per due motivi: il numero e il testo. Racconta di una fata un po' sbadata che sbagliando a prendere il treno, si ritrova in un luogo sconosciuto, in preda al panico. Decide quindi, fra i tanti, di chiedere aiuto ad un uomo dall'aria calma ed eccessivamente pensosa...
In realtà ne avevo scelta anche un'altra dove invece veniva descritta la creazione di un cigno nero, ma alla fine la fata ha vinto. Forse perché mi sento un po' così, spesso strega a volte fata, comunque incline alle arti magiche e amica della natura. Una fata persa nel suo mondo, frequentemente distaccata dalla realtà circostante... Il racconto mi ha particolarmente 'toccata' nel finale, nel quale l'uomo pensoso rimane attaccato al ricordo di questo incontro, decisamente malinconico, ripercorrendo i tratti della stazione e altre fermate, nella speranza di rincontrarla, mantenendo viva la rimembranza.
Una favola, semplicemente una favola. Così fantasticamente reale.
"E cerca di tener saldo nelle sue mani esili quel minimo significato, ma significato totale, grazia di una fata sbadata, a lui, uomo svagato e stolto, quale nessun altro nella città"... Cit.
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