Zingara

Scalza lungo il tragitto incerto, la strada è mia madre, l'orizzonte mio padre. Il mondo è la mia dimora, vago senza meta precisa e nessuno sa niente di me. Nella mano ho scritto la mia storia, posso leggere il destino nella tua. Capelli scompigliati dal vento, pelle colorata dal sole, il mio corpo danza sulle note del mistero. Un velo annebbia i miei contorni rendendomi indefinita agli occhi dell'osservatore. Indomabile come un cavallo libero di correre selvaggiamente nei deserti sconfinati. Inafferrabile come una farfalla che volteggia leggera sui prati. Mi vesto della mia nudità, inaccessibile. Quando ho voglia mi immergo nelle acque, tornando a fluire trainata dalle correnti. Un cuore da gitana, non può essere racchiuso dentro regole o confini. Instabile girovaga non ho garanzie, solo emozioni mutevoli che viaggiano sul tempo degli attimi. Fugace come la vita. Resiliente come un fiore che spacca il cemento per la volontà di rinascere costantemente. Profonda come un abisso dove non s'intravede il fondo, se provi ad affacciarti rischi di cadere nell'oblio indefinito. Nella palla di cristallo materializzo immagini passate o future, visualizzandole nei sogni. Profumo di mistero, inebrio il tuo intelletto, puoi restarne affascinato o averne ribrezzo. Sensuale nella spontaneità dei gesti, l'erotismo nasce nella mente, il corpo è solo un mezzo utilizzato per raggiungere appagamento spirituale dei sensi. Alla continua ricerca di verità da apprendere girando in lungo e in largo questa è la mia esistenza, da zingara spesso incompresa.

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