Dal '68 al '23

Bohème. Secondo tempo, una folla di manifestanti di vario genere, tra i quali una fila di religiosi con tanto di striscione: 'Die'. Una suora viene presa da Marcello (uno dei protagonisti), tolta dal gruppo e invitata in un duetto di danza con fare provocatorio, dove lei da convinta credente, ne resta scandalizzata e fa' tutta la sostenuta. Ultimo atto morte di Mimì, si apre la porta della casa in pieno palcoscenico e risbucano nuovamente attivisti, stavolta catapultati nel 2023, capitanati da Greta Thunber. Un'opera assai stravolta dalla visone e messa in scena di questo regista francese. Nessuna comparsa femminile emerge apparte in questi due momenti sopra citati, ma chi sarà mai la donzella prescelta?! Ebbene sì, proprio io. Oltretutto ho appena visto un articolo sul giornale la "Nazione" nelle notizie della pagina Google, con tanto di foto, inerente a sta cosa. Avrò forse l'aria da ribelle contestatrice? Mi viene da sorridere, un po' per l'imbarazzo e poi perché sembra davvero il karma, io ambientalista e naturalista, così piazzata accanto ai bohemienne in una produzione completamente contestata. Oppure suora, considerato il rapporto nullo che ho con la chiesa, definirei il ruolo davvero blasfemo. Fuori dalle righe, praticamente folle come me.

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