Come uccelli liberi

Un vestito da vera diva: rosa shocking, con mega gonnellone a strati, guanti di raso lunghi e tacchi a spillo in scarpe lucenti. Questo il costume scenico che indosserò in "Tabarro", con la direzione alternativa e moderna di un regista tedesco che ha rivisitato e riadattato la scenografia e l'opera di Puccini in chiave completamente nuova. Ambientata a Parigi, una mega impalcatura richiamerà la Tour Eiffel e sarà parte integrante dello spettacolo, dove figuranti donne interpreteranno i sogni infranti della protagonista, paragonati ad uccellini liberi, proprio com'era lei prima di essere rinchiusa nella gabbia del matrimonio. Melodramma veritiero, nel quale Giorgetta cercherà in ogni modo di ritrovare la felicità, anche in un rapporto segreto, che verrà poi scoperto dal marito, il quale metterà fine al tutto uccidendo il rivale. Piccoli dettagli, molti richiami a rapporti di coppia sempre attuali. Violenze psicologiche, manipolazioni narcisistiche di uomini padroni, intenzionati solo a loro stessi. Sogni leggiadri di donne senza legami, ancora pure, senza contaminazioni altrui. Uno sfarzo di danze su questo pilastro, dove vincerò la mia paura dell'altitudine e vertigini, poiché la produzione ha deciso di posizionarmi nel punto più alto in assoluto. E da lì inizierà il mio ballo senza fine, in onore a me stessa. Grandi giorni mi aspettano, dopo tanto lottare, merito anche questo. Non mi fermerò, il tempo ha ancora da offrire momenti magici, intensi.

"Io capisco una musica sola, quella che fa ballare"
(Giorgetta, Puccini)

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