Dama dal mantello oscuro

Luccioline vaganti nel buio dell'inquietudine, a difesa di quei bagliori per pura sopravvivenza. Nel caos dei sentimenti cerchiamo di ricomporre l'anima, divisa in molteplici pezzi. Il silenzio non è soluzione, bensì uno scudo per ripararsi dai colpi. È un'attesa, una nuova esistenza che prima o poi dovrà succedere. Parentesi aperte ancora non chiuse, dubbi sospesi nel vuoto dell'incerto. Non si è mai lontani da un pensiero costante, un ricordo, una presenza passata e assai presente. Sono un essere contorto, distorto nel suo profondo, troppo complicato anche per me stessa. Riuscissi a trovare quiete potrei permettermi il lusso di donarla anche agli altri. Purtroppo non sono la Fata Bianca dei sogni, tutt'altro direi. Sono oscurità, sono negazione, un groviglio fittizio di paure. Sono colei che puoi apprezzare per i sorrisi di conforto verso gli altri, ma mai per sé stessa. Sono lacrime nere che scavano il viso, formando voragini impercettibili. La Dama dal mantello nero che copre il suo corpo pieno di cicatrici, sfuggente ricuce la pelle per proseguire verso l'ignoto. Sono solitudine, deserto dove non cresce niente, abitato da demoni che si cibano di pensieri putrefatti. Terreno bruciato in superficie, nonché prepotentemente ardente nel sottosuolo. Una lava silente sommessa nel vulcano ancora attivo. Sono la luna che abbatte il sole per generare la notte con le sue tenebre. L'intimità celata dalla maschera dell'esistenza. La falena notturna nascosta di giorno, per tornare viva e libera nel torbido crepuscolo. Nessuno sa il vero di me, come uno spettro che si lascia intravedere dai viventi, eppure mai appare nitidamente. Sono enigma, mistero, un labirinto di perdizione.

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