Manon Lescaut

E d'improvviso ritrovarsi nella seconda metà del settecento, in un luogo quasi indefinito come fossi tornata indietro in un'epoca che ho già vissuto. Balli sfarzosi, con abiti regali di seta e velluto, leggiadria dei tessuti che volteggiano fra terra e aria, movimenti delicati di danza classica seguono la melodia sublime. Eccomi trasformata in una dama elegante per qualche ora. Un'atmosfera fantasiosa dai sapori antichi, nella quale mi ritrovo sentendomi a mio agio. Il grande maestro Puccini con i suoi testi romantici, dal finale melodrammatico e parole poetiche incanta i cuori conducendoli con sé oltre il reale. Tutto ti avvolge: le scenografie, i costumi, la musica d'orchestra, i cantanti lirici, la regia... creando un distaccamento completo dal contemporaneo. Sul palco avverti le cose in un modo che non ha niente a che vedere con la platea perché tu fai parte dell'ingranaggio e tutto deve funzionare incastrando le varie parti. Una potente macchina dei desideri e del tempo capace di trasportarti altrove in posti surreali, nell'incanto della notte.

Commenti

  1. Una Manon Lescaut che colpisce nel centro della fronte,dove tutto e' più delicato,anche l'immaginazione!.

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    Risposte
    1. Il mio spazio infinito5 settembre 2025 alle ore 00:04

      L'immaginazione può portarti ovunque ed essere anche estremamente delicata... Grazie per il tuo commento

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