Manon Lescaut
E d'improvviso ritrovarsi nella seconda metà del settecento, in un luogo quasi indefinito come fossi tornata indietro in un'epoca che ho già vissuto. Balli sfarzosi, con abiti regali di seta e velluto, leggiadria dei tessuti che volteggiano fra terra e aria, movimenti delicati di danza classica seguono la melodia sublime. Eccomi trasformata in una dama elegante per qualche ora. Un'atmosfera fantasiosa dai sapori antichi, nella quale mi ritrovo sentendomi a mio agio. Il grande maestro Puccini con i suoi testi romantici, dal finale melodrammatico e parole poetiche incanta i cuori conducendoli con sé oltre il reale. Tutto ti avvolge: le scenografie, i costumi, la musica d'orchestra, i cantanti lirici, la regia... creando un distaccamento completo dal contemporaneo. Sul palco avverti le cose in un modo che non ha niente a che vedere con la platea perché tu fai parte dell'ingranaggio e tutto deve funzionare incastrando le varie parti. Una potente macchina dei desideri e del tempo capace di trasportarti altrove in posti surreali, nell'incanto della notte.
Una Manon Lescaut che colpisce nel centro della fronte,dove tutto e' più delicato,anche l'immaginazione!.
RispondiEliminaL'immaginazione può portarti ovunque ed essere anche estremamente delicata... Grazie per il tuo commento
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