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Visualizzazione dei post da febbraio, 2023

Come un pugile

Quando si può cadere nella depressione? Per esempio quando non veniamo accettati, quando ci avvertiamo differenti, quando si ha un vuoto dentro che nemmeno noi sappiamo da cosa derivi. Si vive in piena apatia, tutto ci stanca anche il semplice pensiero di varcare la porta di casa per confrontarci con il mondo. In realtà non vogliamo rapportarci con gli altri perché ciò che passiamo è inspiegabile addirittura a noi stessi. Di conseguenza avviene la chiusura, convinti che solo serrati nei nostri muri si possa rimanere al sicuro. La sofferenza a volte raggiunge livelli estremi dove l'unico pensiero di salvezza diventa la fine, porre uno stop al tutto fatto apparentemente di niente. La solitudine dell'anima. Faccio questo scritto per coloro che come me si sono sentiti tali o ancora purtroppo vivono questa insostenibile situazione, per spronarli a reagire, si può uscirne, lo si deve. Trovate nuovi stimoli, abbandonate il superfluo, siate indipendenti da chiunque tranne che da voi st...

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Devo dire che prima mi facevo prendere maggiormente da qualsiasi evento. Permettevo al contesto di intaccarmi, disturbarmi, debilitarmi. Mentre adesso cerco un approccio differente: lasciare che tutto scorra, farlo scivolare come una goccia di rugiada che segue lo stelo. Inutile trattenere. Pensieri, emozioni, situazioni vengono assorbite da mente e corpo; possono restare e ammarcirlo, oppure risanarlo con la purificazione. Niente si costruisce se non si parte dall'armonia dei propri bisogni, iniziando a sentirsi. Spesso distaccandosi dal resto del mondo. Bisogna interagire con gli altri e scambiare opinioni e ideologie, senza però permettere di destabilizzare la propria quiete. Vediamo nell'altro il riflesso del nostro inconscio. Ciò che proviamo si manifesta nei rapporti umani. Se dentro di noi c'è ira, saremo più propensi ad arrabbiarsi. Se c'è inquietudine il confronto creerà dubbi. Ma se lavoriamo sull'equilibrio, la serenità, la consapevolezza, saremo inclini ...

Nebbia

Nebbia densa allontana i confini, cancella la distanza. Un velo bianco ricopre case e alberi, ingrigendo il cielo stellato. Sotto resta tutto intatto, ogni cosa come prima. A contatto con il cielo blu, si vede muoversi entità indefinite sospese sulle nuvole. Insieme viaggiano, sollevate dal terreno, volano libere. Come una magia la pace raggiunta è surreale. Aleggiano le anime cariche di sogni, i sentimenti decisamente intensi prendono il sopravvento. Non sono domabili, escono quando vogliono ricordandoti la loro superiorità rispetto alla ragione. Puoi importi, negarli, soffocarli, puoi anche illuderti di averli sopraffatti, finché non decidono di fuoriuscire improvvisamente, senza preavviso. Non danno appuntamento, non ne hanno bisogno, arrivano e ti incontrano a loro scelta. E quando succede in te qualcosa cambia, necessariamente, involontariamente. Siamo invulnerabili e impotenti poiché l'amore non si decide, l'amore avviene. Per insegnarci, per ricordarci quanto meraviglios...

Teatrante

Tingi la faccia, arrossisci le guance, disegna un bel sorriso rosso sulla bocca. Vesti i colori e indossa la parrucca sfarzosa. Il sipario si apre, eccoti sulla scena. Triste, adirata o gioisa non importa, non vi sono emozioni, la gente acclama e vuole ridere, godersi lo spettacolo. Tu non sei tu, sei ciò che il copione richiede. E se una lacrima ti scende, non badarle, ridi e ridi ancora... Sei un teatrante, lo spettacolo continua. Arresta i pensieri, immedesimati nella parte. Le gambe tremano, mantieni costante la postura. La voce esita, si smorza; tranquillizzala. Il cuore pulsa forte da sentirlo nella gola, tanto il pubblico non lo vede, il pubblico non sa. Procedi, l'atto sta per concludersi, ancora un respiro; presto scoprirai negli applausi o nei fischi il responso al tuo operato. Brava è il momento dell'inchino, un ringraziamento e un buon saluto, il sipario si richiude. Dietro le quinte, corri a struccarti nei camerini. Lava la tinta, strofina le guance, cancella il so...

Zingara

Scalza lungo il tragitto incerto, la strada è mia madre, l'orizzonte mio padre. Il mondo è la mia dimora, vago senza meta precisa e nessuno sa niente di me. Nella mano ho scritto la mia storia, posso leggere il destino nella tua. Capelli scompigliati dal vento, pelle colorata dal sole, il mio corpo danza sulle note del mistero. Un velo annebbia i miei contorni rendendomi indefinita agli occhi dell'osservatore. Indomabile come un cavallo libero di correre selvaggiamente nei deserti sconfinati. Inafferrabile come una farfalla che volteggia leggera sui prati. Mi vesto della mia nudità, inaccessibile. Quando ho voglia mi immergo nelle acque, tornando a fluire trainata dalle correnti. Un cuore da gitana, non può essere racchiuso dentro regole o confini. Instabile girovaga non ho garanzie, solo emozioni mutevoli che viaggiano sul tempo degli attimi. Fugace come la vita. Resiliente come un fiore che spacca il cemento per la volontà di rinascere costantemente. Profonda come un abisso d...

Eventi

Finalmente trovo tempo per sedermi... Stamattina sono tornata a frequentare il corso yoga. Movimenti del corpo in sintonia con la mente, ogni posizione collegata all'apertura ed equilibrio dei chakra situati lungo la colonna vertebrale. Abbiamo cambiato palestra, qui dalle vetrate si possono contemplare gli alberi, il respiro della meditazione si perde nella natura, ciò della quale siamo fatti. Ritorno all''io' primitivo, dettagli intorno che spesso ignoriamo poiché troppo distratti dai problemi del quotidiano. Il corpo è come un grande contenitore, una volta colmo, non si ha spazio per aggiungere il nuovo, bisogna svuotarlo per permettergli di accoglierlo. Finita la pratica, ho mangiato qualcosa di fretta, doccia con creme e profumi immancabili e poi di nuovo via alla stazione per andare a posare nello studio del pittore. Quest'oggi mi sono proposta come ballerina, quindi pose da danza classica in tutù nero, scarpette rosa e capelli legati in uno chignon. Per la pr...